Il dispositivo seriale, tra narrazioni, linguaggi, traduzioni e consumi
Il 16/17 marzo 2017 presso l’Università degli Studi di Salerno ha avuto luogo il convegno internazionale di studi sui dispositivi seriali e sulle componenti comunicative e sociologiche della serialità oggi.
Definire seriale l’audiovisivo del mondo odierno è un pò come cercare di concettualizzare lo sviluppo e la crescita delle tecnologie e dei dispositivi moderni. Oggi è sempre più facile guardare serie televisive online e senza interruzioni pubblicitarie. Il senso e la percezione dell’attesa e del vuoto slatentizzato in un tempo sempre più breve ha reso possibile la nascita nelle persone di questo secolo, ma anche nelle passate generazioni di una percezione distorta di un tempo di attesa e di una tolleranza all’astinenza da serie tv sempre minore.
Questo denota una forte capacità di cattura e aggancio da parte dell’audiovisivo e delle sue modalità sempre più simili all’uncinamento da eroina. Ma fa riflettere anche su alcune principali modifiche nel nostro modo di relazionarci e di vivere e pensare il quotidiano. Il mondo è diventato sempre più distante da noi.
Il meccanismo innescato dal cosiddetto Binge Watching è molto simile alle dipendenze da sostanza. Ed è proprio in quest’ ottica che si è discusso di media e serialità, di analisi linguistica e contenutistica del drama, dell’accezione stereotipata del gender e del queer in contesti istituzionalizzati, della criminalità organizzata e delle sue più disparate rappresentazioni televisive, del messaggio forte della narrazione in psicoterapia e di come il cinema e il racconto della propria vita tradotto in film possa curare, del parallelismo fra vita reale, realtà virtuale e realtà aumentata e delle principali differenze seriali nei videogiochi.
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