La biologia dello stress femminile
Le donne e gli uomini tendono a percepire lo stress in maniera differente. C’è una forte componente biologica oltre che culturale capace di spiegare queste differenze. Sino ad ora sono stati utilizzati animali di sesso maschile per studi sullo stress per cui la componente biologica femminile era stata presa poco in considerazione. Per superare questo problema il National Institutes of Health, che finanzia gran parte della ricerca statunitense sul tema ha fatto in modo di includere la variabile genere sessuale come una delle variabili chiave nell’esposizione allo stress.
Gli studi con animali possono essere svolti in vari modi. Alcuni sottopongono i roditori ad un fattore stressogeno, ad esempio un suono, un odore, che equivalga ad un condizionamento negativo e che generi stress nell’animale. Altri usano tecniche quali l’ingegneria genetica per modificare la quantità di rilascio di sostanze implicate nello stress, come i glucocorticoidi. Indipendentemente dal metodo, la reazione allo stress si verifica più rapidamente nel sesso femminile.
Genetica e biologia
Una delle componenti cerebrali studiate ed implicate nella percezione dello stress è il nucleo accumbens, la regione cerebrale che comporta il senso di gratificazione e piacevolezza. Quando sottoposta a stress questa regione può subire delle modificazioni o interruzioni dei segnali che ne permettono il giusto funzionamento comportando anedonia, tipica della depressione e dello stress.
Nel nucleo accumbens è stata identificata una differenza sessuale che implica una maggiore rapidità da parte delle femmine nella percezione dello stress (Hodes). La differenza fra maschi e femmine nell’attivazione allo stress potrebbe essere funzionale. Ad esempio può essere utile avere e mantenere una certa vigilanza in particolari momenti di pericolo, ma cosa succede quando questo pericolo viene a mancare e l’attivazione permane?
Lo stress che stessa
Lo stress è funzionale nel momento in cui ci avverte di un pericolo e ci serve ad aumentare i nostri livelli di attivazione ed attenzione. Tuttavia quando si trasforma in attivazione perenne genera ipereccitazione, insonnia, problemi di concentrazione e nervosismo. Nel disturbo post traumatico da stress ad esempio la persona ha un’attivazione eccessiva nei confronti di tutto ciò che riattiva il trauma, continui flashback, difficoltà nel distogliere l’attenzione da ciò che gli è successo, ansia immotivata, evitamento.
Le differenze circa lo stress derivano anche dai geni e dalla produzione ormonale. Durante la pubertà o la gravidanza le impennate ormonali possono generare un’attivazione differente allo stress. Queste variabili sono riscontrabili anche in laboratorio, attraverso l’osservazione di roditori che compiono atti di grooming compulsivo, come leccarsi la pelliccia fino a perdere la peluria. Quando viene iniettata corticotropina, incrementando i livelli di stress, le femmine mostrano una risposta di attivazione di frequenza maggiore.
Ciò comporta la possibilità che vi sia una percezione dello stress differente e influenzata dalla diversa attivazione dei circuiti cerebrali nei maschi e nelle femmine.