Violenza nel Web
Il web è diventato un luogo sempre più complesso. Lo spazio virtuale in cui è possibile non solo condividere, discutere ed informarsi, è anche il luogo in cui tirare ceffoni agli sconosciuti, riprendere il tutto e condividerlo on-line. Questo fenomeno “happy slapping“, iniziato in Inghilterra, ha preso sempre più piede coinvolgendo giovani e meno giovani. Questi video vengono postati on-line e condivisi, formando una sorta di catena invisibile che porta un fenomeno a cascata che ricade inevitabilmente sulle vittime.
Oltre a questo fenomeno vediamo anche coloro i quali postano insulti calunnie e video contenenti provocazioni sessuali. Questo tipo di condivisioni possono portare a persecuzioni di vario genere nei confronti di coloro i quali le subiscono e che vengono spesso perseguitati e completamente isolati.
Non hai scampo
Ciò che rende il web talmente rischioso è la velocità con cui le notizie si propagano. Ciò comporta fenomeni di cyberbullismo e cyberstalking. Qualsiasi tipo di pettegolezzo o calunnia genera nella vittima un senso di oppressione, impotenza, isolamento dagli amici, dalla famiglia e dal tessuto sociale. Una volta che questi contenuti diventano virali sono come dei virus che si diffondono nella rete e rimangono per sempre. La vittima di cyberbullismo sente di non avere possibilità di fuga, né un aggressore con il quale confrontarsi. Percepisce il peso di tutti gli utenti che guardano e condividono gli insulti e le calunnie che gli vengono rivolte.
Questo effetto definito a valanga è provocato soprattutto dalla deresponsabilizzazione da parte degli utenti che osservano e condividono contenuti violenti diretti a qualcuno che non conoscono è del quale non gli importa. Il fatto di avere uno schermo di fronte e il non poter osservare negli occhi la vittima comporta una desensibilizzazione e una incapacità di provare empatia. Facile dunque lasciarsi trascinare dal fenomeno.
Molti non hanno intenzione di fare del male né percepiscono la sofferenza della persona che viene insultata, beffeggiata ed umiliata, motivo per il quale condividono e “supportano”, senza rendersene conto, il bullo.
Cosa possiamo fare?
Conoscere il fenomeno è già un primo passo per non cadere nella rete. Ci sono alcuni consigli che è possibile mettere in pratica per non soffrire le conseguenze del cyberbullismo e del cyberstalking. È fondamentale essere consapevoli della necessità di non diffondere informazioni personali e sensibili, come il nome, l’indirizzo, il numero di telefono o il numero di conto corrente. Bisogna sempre stare molto attenti a ciò che si posta e si condivide sul web, nei blog e sui social, poiché tutti i contenuti entrano nel web ed è difficile interrompere la rete e controllarne la diffusione.
Cercare di prestare maggiore attenzione alla privacy, alle password utilizzate, agli utenti che si incontrano on-line. Se si dovesse ricevere un sms, un video, o un e-mail a sfondo minaccioso sarebbe meglio cercare di non rispondere e di bloccare o segnalare il contatto, per evitare di incappare in situazioni spiacevoli. Se conosciuto bene il web può essere un’ottima risorsa. L’ importante è non lasciarsi trascinare e non cadere nella tela del ragno che lentamente ci trasforma in mosche.
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