Quale contraccettivo?
Leggi articolo precedente
Il primo metodo contraccettivo risale al 1960, ossia la somministrazione di alte dosi di estrogeni a cui seguivano una serie di spiacevoli effetti collaterali. Nel 1974 Yuzpe introdusse la combinazione fra estrogeno e progestinico sino al 1998, anno in cui fu identificato il solo progestinico come metodo efficace. L’OMS ha inoltre sviluppato negli ultimi anni il Mifepriston, un antiprogestinico. In Italia è stato invece introdotto un modulatore selettivo del progesterone, l ‘Upristal acetato la cui azione si protrae sino a 120 ore dopo il rapporto sessuale. Alcuni metodi contraccettivi possono inoltre essere utilizzati per diminuire i sintomi del sanguinamento mestruale prolungato o AUB (Abnormal Utering Bleedinig). Diversi studi a confronto hanno dimostrato l’efficacia della spirale medicata al Levonorgestrel ed dei contraccettivi orali rispetto al placebo in soggetti con AUB. Nel 2009 è entrato in commercio un nuovo contraccettivo orale a base di Estradiolo Valerato e progestinico. Rispetto al tema della sessualità e della contraccezione in particolari fasi critiche della vita, un riferimento particolare va fatto rispetto al periodo del puerperio.
Il primo studio sulla sessualità in gravidanza risale a Masters e Johnson nel 1966, i quali evidenziarono un aumento del desiderio sessuale nella donna nel secondo semestre di gravidanza ed una diminuzione nel primo semestre, dati confermati da un ulteriore studio svolto da Von Sydow nel 1999. Nella maggior parte dei casi le coppie tendono ad astenersi dal rapporto sessuale durante lo stato di gravidanza nonostante a livello fisiologico non vi siano controindicazioni. Incidono maggiormente i fattori psicologici, come il timore dell’uomo di nuocere al feto e della donna di aver perso parte del suo fascino. Ovviamente influenzano molto anche i fattori contestuali e biologici soprattutto per quanto concerne il nuovo ruolo genitoriale favorito anche dalla modificazione degli ormoni sessuali. Dunque si potrebbe definire che il mantenimento di una intesa sessuale durante la gravidanza dipenda grandemente dal tipo di relazione che la coppia aveva prima della medesima.
Relazioni di coppia
Per quanto riguarda la contraccezione in puerperio è consigliabile usare i soli metodi a base di progestinico dalle sei settimane ai sei mesi dal parto. Un ulteriore periodo di transizione per la coppia è la perimenopausa e successivamente la menopausa. Attraverso una ricerca ad opera del CIRS, Centro Interdisciplinare per la ricerca in Sessuologia di Genova, su 138 donne in perimenopausa e 209 in menopausa è emerso un quadro omogeneo rispetto al benessere psicofisico concernente l’immagine corporea positiva, una relazione di coppia duratura, un’elevata soddisfazione sociale ed autonomia individuale. Rispetto invece al funzionamento sessuale si delinea una diminuzione della risposta sessuale nel gruppo di donne in menopausa. Riguardo i partner emerge il profilo di un uomo in buona salute e che mantiene una buona risposta sessuale.
Tuttavia qualora quest’ultimo dovesse avere disfunzioni sessuali queste inibirebbero anche la risposta della donna. Dunque è la qualità della relazione che garantisce un buon funzionamento sessuale anche durante la menopausa, non unicamente un fattore biologico. Ulteriore momento di crisi per la coppia è l’infertilità, in quanto parte del ruolo sociale degli individui ruota attorno al concetto di identità psicosociale. L’infertilità è un momento di crisi che influisce grandemente sul benessere psicologico, sociale, culturale e biologico dell’individuo. Un evento come questo può indubbiamente causare frustrazione, ansia, colpa, isolamento sociale e allontanare lentamente la coppia che vede fallire i propri progetti. Le donne inoltre reagiscono a tale notizia sperimentando un maggiore stato di ansia, abbassamento di autostima e depressione. La medesima notizia nell’uomo colpisce l’immagine di sé,della propria virilità ed identità sessuale, generando un abbassamento dell’ autostima. Inoltre in tale contesto la relazione di coppia và sempre più ad incrinarsi in quanto i rapporti sessuali vengono vissuti come sporadici e forzosi, dove al piacere si contrappone la programmazione dell’evento.
Uomini e contraccettivi
I metodi contraccettivi usati dal sesso maschile sono il preservativo, il coito interrotto, l’astinenza periodica e la vasectomia. Un nuovo metodo è quello ormonale basato sull’arresto della produzione di spermatozoi attraverso la soppressione delle gonadotropine. Fra le problematiche sessuali che affiggono il sesso maschile l’eiaculazione precoce è molto diffusa, è stata definita dall’ International Society for Sexual Medicine come una disfunzione che avviene prima o entro un minuto dalla penetrazione vaginale, ossia l’incapacità di ritardare l’eiaculazione. Ovviamente tale problematica non è esente da problemi relazionali. É stato possibile riscontrare la coesistenza di alessitimia in soggetti con eiaculazione precoce, oltre a sentimenti di impotenza, rabbia e frustrazione.
Tecniche e terapia
Tra le tecniche usate vi sono la stop-start di Semans e la squeeze technique di Master e Johnson. Tecniche odierne sfruttano invece l’integrazione di più approcci, dalla psicodinamica, al cognitivismo e si basano sul recupero della fiducia in se stessi e nella propria performance sessuale; sulla riduzione dell’ansia da prestazione. Dunque ci si basa sulla risoluzione dei problemi relazionali e sulla facilitazione della comunicazione tra partner. Oggi è possibile la riproduzione senza sessualità e la sessualità senza procreazione in base a quelli che sono i desideri della coppia. In passato le due cose andavano necessariamente di pari passo, ossia sessualità e fertilità non erano divisibili come nel contesto attuale. Oggi infatti le persone tendono a sperimentare la propria sessualità sempre più tardi negli anni e a non coltivarla all’interno di una relazione duratura. I bisogni personali oggi sono divenuti più importanti di quelli riproduttivi.
Obesità e ipospadia
Un ultimo punto da affrontare riguarda alcune peculiarità della sfera sessuale. Una di queste è l’obesità, sviluppata maggiormente al Sud ed in contesti economici svantaggiati. L’obesità causa distress e riduce il funzionamento psicologico, fisico ed emotivo, oltre a comportare depressione e idee suicide. infatti l’insoddisfazione per la propria immagine corporea porta ad una maggiore probabilità di sviluppare disfunzioni sessuali. Sempre connesso alla percezione della propria immagine corporea è il fenomeno dell’ipospadia, che mette a serio rischio lo sviluppo dell’identità maschile. I soggetti sofferenti di ipospadia vivono un disagio emotivo, percettivo, cognitivo e dell’identità sessuale. Adolescenti e giovani adulti che hanno subito interventi chirurgici per correggere tale problematica mantengono comunque un certo grado di insoddisfazione verso il proprio pene, associata a vergogna e sentimenti di inferiorità sperimentati di fronte a tutte quelle condizioni sociali in cui si è costretti all’esposizione del proprio membro.
Transessualismo e identità sessuale
Ulteriore peculiarità è il fenomeno del transessualismo. Secondo la legge del 14 aprile 1982 n.164 è possibile garantire la riattribuzione di sesso a chi lo desideri. Secondo tale legge non si da importanza unicamente ai caratteri sessuali accertati ma anche ad elementi del benessere psicologico e sociale. infatti la realtà del trasnsessuale vede il contrapporsi del sesso biologico e psicologico, poiché il suo vissuto corporeo non coincide con la sua appartenenza di genere. Dunque accettare la possibilità della riattribuzione di sesso vuol dire promuovere l’approvazione personale e sociale del transessuale. La riassegnazione chirurgica del sesso, passo finale dei transessuali, garantisce dunque la congruità tra sesso biologico e identità. Questo senso di appartenenza compensa tutte le eventuali conseguenze dell’intervento chirurgico che indubbiamente prevede non pochi effetti collaterali, fra cui la sterilità.
Odiernamente l’immagine promossa dai mass media esalta eccessivamente il corpo delineando una sessualizzazione del femminile e promuovendo ancora una volta la così detta donna-oggetto. Gli adolescenti sono ovviamente più sensibili a tali ideologie e tendono ad aderire ai modelli di riferimento proposti. Lo stesso vale per la diffusione nel web di siti e chat palesemente a sfondo sessuale. Questo tipo di insegnamento allontana sempre più dalla sessualità come incontro e graduale scoperta del sé. Dunque la promozione dell’educazione sessuale è di fondamentale importanza sia per evitare i rischi connessi ad una precoce sessualizzazione che per garantire uno sviluppo sano.
Riferimenti bibliografici
Crosignani, P.,G. (2011). La contraccezione. Quando, perché e come. Franco Angeli: Milano.
Chimici, G. (2016). Psicologia del Piacere e Mistica dell’Eros. Om Edizioni: Bologna.
Treat, S., R. & Weeks, G.,R. (2016). Terapia di coppia. Tecniche e strategie per una pratica terapeutica efficace. Franco Angeli: Milano.