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Basic instinct, Eros e sessualità

Basic Instinct, Eros e sessualità

Il limite di non avere limiti

Eros dimenticato

La sessualità era come un quadro dal volto coperto, celava il mistero dietro la tela. Eros viene oggi svalutato. La nostra società libera dalle catene e dalle aspettative del piacere. Con il modificarsi dei costumi e con la fine della repressione, il piacere sembra essersi affievolito e con questo anche il desiderio e la fantasia. L’eccessiva libertà rende marginale l’immaginazione. L’accessibilità di tutti a tutti in qualsiasi momento, l’immediatezza nell’esaudire il piacere crea un’assenza di intervallo fra il desiderio ed il suo appagamento. L’avere tutto e l’averlo subito agisce un effetto contrario sul nostro soddisfacimento, portando frustrazione e compulsività nella richiesta. Il chiedere diventa pura abitudine e perde di significato. Secondo Pascal Bruckner (1981) l’uomo ha la tendenza a seguire la moda ed i cambiamenti proposti dal sociale. Sia che si tratti di abiti da indossare che di sessualità vale lo stesso principio.

Facendo riferimento all’anno 1985 Bruckner affermava “In un’epoca di minoranze contagiose è raro, quando una strada viene aperta, che non sia percorsa da molti”. Già negli anni ’80 si comincia a parlare di deviazioni sessuali, di libertà di espressione. Sui giornali francesi aleggiano titoli insoliti che fanno riferimento ad una nuova forma di immaginazione senza limiti e inibizioni. Ecco alcuni esempi tratti dalla rivista Union:

  • “Il feticismo del piede. Come realizzare le proprie fantasie”
  • “Il sadismo sessuale”
  • “La sculacciata decolpevolizzata”
  • “L’amore per le donne mutilate”
  • “Stivaletti e scarpette, un piacere molto particolare”

Inizia così una prima spinta verso una forma di sessualità diversa. L’esortazione alla scoperta da una parte comporta una rinascita della sessualità e delle sue possibili forme di espressione. Tuttavia questo può ricadere anche in una forma di banalizzazione del sesso. La sessualità non è più un mistero e non richiede una faticosa conquista. Da affascinante mistero, Eros diviene luogo comune.

Il fantasma della perversione

Il concetto di perversione cambia e diviene una libertà che definisce il nostro modo di essere. Non esiste più un programma comune della libido, non più un unico modo di stare insieme che garantisca la sicurezza agli amanti di seguire la “giusta via”. La perversione è il limite estremo dell’intimità, oltre ad essere una grande prova di fiducia nella coppia. La nuova frontiera dell’erotismo è dunque il mettersi continuamente alla prova ed abbandonarsi sempre più all’ignoto. La perversione intesa come possibile esperienza sessuale non è più un fantasma ma è entrata nella nostra realtà. Non esiste più un vero limite fra il principio di piacere ed il principio di realtà. Inoltre tutto ciò pone fine al concetto di perverso come mostruoso. Il perverso può essere ovunque in mezzo a noi.

Il corpo non è più un tempio da preservare ma un laboratorio in cui sperimentare. Infatti il soggetto dell’esplorazione tende a coincidere con l’oggetto esplorato. La pelle diviene estremamente sensibile ed ogni zona del corpo è possibile teatro di piacere. La legge imposta dalla tradizione decade e così gli antichi piaceri deputati ad un copione prestabilito. Questa esplosione di possibilità confonde lo stesso piacere che tenta di accaparrarsi un angolino di soddisfacimento. Ma il sesso vede dei limiti, come le droghe genera tolleranza e bisogna rinforzare la portata dell’eccitazione. È la ricerca della così detta “alta tensione” a generare piacere. Il gioco, i narcotici, lo sport, la violenza, tutto ciò che comporta un superamento dei propri limiti ed uno sfaldamento delle barriere che ci costringono a stare con i piedi per terra, ne è un esempio l’orgasmo polmonare dei joggers. Sembra dunque esservi una difficoltà nel vivere di sfumature.

Si tende piuttosto a stare esattamente agli estremi, come se bisognasse scegliere il torpore o l’eccesso e perdere l’uno se vi si dedica all’altro. Questo comporta una povertà di scelta a differenza di ciò che si possa pensare. Si potrebbe definire questo atteggiamento come quello del genitore che dice al bambino “sii spontaneo”, negando cosi la sua naturale spontaneità.

 

Riferimenti bibliografici

Bruckner, P. (1985). Liberateci dal sesso. La storia e l’immagine dell’Eros, ES, n.1. pp.5-12. Studio editoriale: Milano.

Bruckner, P. (2012). Il paradosso amoroso. Guanda: Milano.

Galimberti, U. (2009). Le cose dell’amore. Feltrinelli: Milano.

Reich, W. (1994). Genialità. Sguardo Edizioni:Milano.

 

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