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Comunicare

Parlare non sempre è comunicare

Comunicare

Testimonianze di adulti educati alla cattiva comunicazione in famiglia mostrano  l’importanza del sentirsi ascoltati e capiti soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza. La comunicazione serena e reciproca genera un miglioramento nella qualità della vita della persona.

La maggior parte delle incomprensioni e dei fraintendimenti sia in famiglia che nelle relazioni amicali derivano proprio da difetti della comunicazione.

Comunicare equivale ad apprendere un nuovo linguaggio. Se non si è stati educati all’ascolto questo comporta una notevole difficoltà in età adulta.  Per comprendere come migliorare il livello di comunicazione con gli altri bisogna prima evidenziare alcuni aspetti importanti  della comunicazione.

 

Comprendere e ascoltare

Il primo elemento fondamentale è la comprensione all’interno di una relazione comunicativa. Il conflitto deriva infatti dall’incapacità di comprendere il bisogno della  persona con la quale si sta dialogando. Spesso infatti i bisogni personali si scontrano con quelli degli altri e questo compromette la propria capacità di ascolto e di comprensione. Sé il bisogno dell’altro è compreso sarà più facile comunicare mentre se viene messo da parte la relazione diventerà più difficile.

Un altro elemento importante è l’empatia, capacità di comprendere lo stato emotivo dell’altro. Infatti molto spesso nella relazione con gli altri non basta ascoltare ma bisogna anche capirne il messaggio comunicato. L’empatia è fatta anche di osservazione dell’altro, dei suoi stati emotivi, dei suoi gesti delle  sue modalità comunicative, che saranno del tutto uniche e personali.

Infine, l’ultimo elemento è la capacità di autocontrollo. Ci sono momenti in ogni relazione in cui a causa di fraintendimenti e litigi si tende a scattare per un nonnulla o ad essere particolarmente aggressivi. Allenando la capacità di controllare questi impulsi si potrebbe raggiungere una soluzione migliore e condivisa con l’altro interlocutore.

 

Metacomunicare

La comunicazione non è fatta soltanto di parole. Quando comunichiamo lo facciamo anche attraverso il nostro corpo. Esiste infatti la cosiddetta metacomunicazione, ossia la comunicazione sulla comunicazione, che  vede un doppio livello di interpretazione. Spesso quello che diciamo  potrebbe non corrispondere al suo reale significato.

Ad esempio la madre fa un complimento al figlio senza guardarlo negli occhi e con tono ilare. Il contenuto del complimento diventa secondario rispetto suo significato. Questo doppio livello genera incomprensioni e  conflitti comunicativi. Motivo per il quale bisogna prima di tutto possedere capacità di ascolto, comprensione e autocontrollo e metterle in pratica all’interno della relazione.

 

Le regole della comunicazione

Comunicare non è semplice. Ancora di meno quando si comunica con i bambini. Ci sono però alcuni accorgimenti che potrebbero rendere più semplice questo processo e ridurre le incomprensioni. Un primo aspetto riguarda il non fare delle domande eccessivamente generiche. In quanto i bambini sono legati alla realtà e all’esperienza e potrebbero non rispondere coerentemente a domande astratte. Un secondo aspetto riguarda l’ascolto. Il genitore potrebbe prima ascoltare le ragioni del figlio e poi decidere di prendere dei provvedimenti, non punirlo immediatamente.

Fondamentale è anche il lasciare che il bambino esprima liberamente le sue opinioni. In questo modo si sentirà più sicuro di interagire con gli altri. È molto importante anche incoraggiare nel momento in cui il bambino fa qualcosa di positivo e non evidenziare unicamente i suoi insuccessi. In caso contrario il bambino potrebbe pensare di non riuscire a portare a termine nulla di buono. Altri due aspetti fondamentali sono il rispetto dei tempi e dei silenzi del bambino. Una comunicazione troppo rapida e un ritmo comunicativo troppo veloce potrebbe portare ad una progressiva chiusura del bambino.

Imparare a comunicare  è come apprendere una nuova lingua, bisogna solo allenarsi.

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