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felicità, psicologia e società

Felicità e altri misteri

La felicità è un concetto non facile da capire. Si pensa alla felicità come ad un personaggio dai mille volti. Per alcuni irraggiungibile, per altri figura mitica. La felicità è qualcosa di molto soggettivo e difficile da quantificare. Tuttavia la ricerca tenta di dare un nome a tutte quelle emozioni, sensazioni e sentimenti che potrebbero portare il nome di Felicità.

 

Come si misura la felicità

Uno degli studiosi più qualificati su questo argomento è Robert Biswas-Diener, della Portland State University.  Il ricercatore ha condotto vari studi in giro per il mondo. Dopo un po’, girando insieme al figlio per varie città industrializzate, si rese conto dell’importanza di misurare la felicità nei contesti più poveri. Così cominciò a svolgere una ricerca che fa parte di un progetto molto vasto chiamato Gallup  World Poll, del 2005. Questo progetto intende misurare la felicità basandosi su alcuni indici correlati con il benessere economico e lo stato di salute.

Il sondaggio copre circa 155 paesi e ha un campione rappresentativo del 98% della popolazione mondiale. Questo rapporto sulla felicità è stato commissionato delle Nazioni Unite. Attraverso questa ricerca è stato possibile vedere come le variazioni candide enormemente nel punto di vista dell’interpretazione della felicità.  Dai risultati  emersi si evince come sia la società della c cultura hanno ruolo fondamentale nella percezione della felicità, poiché attribuiscono un ruolo diverso ad emozioni e sensazioni che a loro volta incidono sul benessere del singolo.

 

 Soddisfazione personale

Dall’analisi delle popolazioni più povere si vede chiaramente come l’essere umano può ricavare piacere e soddisfazione in maniera completamente diversa e soggettiva. La psicologia positiva sta ancora oggi cercando di definire il costrutto di felicità. Alcuni lo definiscono in termini puramente emotivi, altri invece pensano che derivi più che altro dalla valutazione razionale di ciò che si possiede e dai risultati raggiunti nella propria vita.

Per analizzare entrambi i punti di vista sulla felicità Diener ha misurato il cosiddetto benessere soggettivo, che deriva da un’indicazione precisa sui propri stati emotivi riguardanti sia il lavoro che il reddito che le proprie relazioni personali.  Il ricercatore ha usato questo test nei questionari che ha proposto alla popolazione dei Masai.  I partecipanti hanno riferito quanto si sentivano soddisfatti della loro vita in generale e quanto spesso avevano sperimentato sensazioni positive. Un altro aspetto preso in considerazione per misurare la felicità è l’alimentazione, le amicizie e lo stato di salute. Dai risultati si evince che queste popolazioni sono felici almeno quanto coloro i quali vivono in paesi industrializzati.

 

Materialismo ed esistenza: due felicità a parte?

Le popolazioni più povere sono più felici da un punto di vista esistenziale e sociale. Rispetto chi vive in paesi industrializzati,  ad esempio hanno un senso più forte di collettività ed appartenenza sociale. Mentre sono insoddisfatti circa il reddito e il cibo, ossia di beni puramente pratici. Questo fa pensare al fatto che la felicità possa essere divisa effettivamente in due categorie. Una legata ai beni che garantiscono i bisogni primari ed un altro tipo di felicità legata invece ai bisogni sociali di appartenenza e sicurezza. Anche il senso della patria e la soddisfazione nell’appartenere a un determinato popolo può rendere una persona più felice.

Un altro aspetto importante della felicità e dei forti legami familiari ed amicali è la fiducia verso gli sconosciuti. Quindi gli aspetti puramente pratici ed economici non sempre assicurano un benessere psicologico. La nostra possibilità di raggiungere un senso di appartenenza e di soddisfazione è strettamente legato a fattori di tipo cognitivo, emotivo, pratico e sociale. Sicuramente ognuno di noi è felice a modo e dà alla felicità il volto di ciò che conosce e che ama.

 

Riferimenti bibliografici

F. Lenoir & A. M. Lorusso. (2014). La felicità. Un viaggio filosofico

Steven HayesRuss Harris. (2010).La trappola della felicità.Come smettere di tormentarsi e iniziare a vivere.

 

 

 

 

 

 

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