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ordinamento penitenziario

Ordinamento penitenziario e diritti umani

Le leggi dal Codice Rocco ad oggi

Il lavoro dello psicologo in carcere comprende vari aspetti che nella loro complessità vanno analizzati da un punto di vista sia legislativo che sociale. Partendo dalle leggi che hanno cambiato l’asso giuridico-normativo di tale figura, sino alle ultimissime revisioni dell’Ordinamento Penitenziario. Quest’ultimo infatti è stato aggiornato e modificato in base alla connotazione che la figura del reo assume nello specifico periodo storico di riferimento. Prima della riforma del 1975 non era pensabile la presenza di uno psicologo all’interno dell’ambito carcerario. Ancora oggi, nonostante gli enormi passi avanti, si nota la scarsa considerazione circa l’importanza del colloquio e del confronto da parte del detenuto con lo psicologo. Inoltre tale figura è fondamentale anche nel lavoro d’equipe per permettere un confronto anche psico sociale ed educativo con le altre figure di riferimento che sono fondamentali per il detenuto, ossia l’educatore e l’assistente sociale. In tale ottica di cambiamento bisogna sicuramente enfatizzare la figura dello psicologo in carcere e l’importanza di un intervento che tenga conto della multifattorialità del crimine.

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  1. Detenuti e sanità: senza libertà, non senza diritti | Dott.ssa Valeria Saladino
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