Skip links
giovanile

18th Annual Conference of the European Society of Criminology

Crimes against humans and crimes against humanity

Convegno sui diritti umani e sui crimini contro l’umanità, tenutosi a Sarajevo, Bosnia & Herzegovina|29.08-01.09.2018.

 

Development and Life-course criminology

Da tempo le teorie criminologiche tentano di dare una spiegazione al fenomeno della delinquenza giovanile. Tra i contributi scientifici presentati alcuni di essi pongono come fattori di principale influenza sul disagio e sull’aggressività adolescenziale alcuni aspetti chiave come ad esempio l’abuso fisico da parte dei genitori e il rapporto con i medesimi (Beckmann, 2018). L’abuso fisico ha un effetto diretto e indiretto sul comportamento aggressivo riportato dagli adolescenti e questo effetto è spesso mediato e influenzato dalla qualità della relazione genitore figlio, dalla incapacità di autocontrollo dell’adolescente, dalla vittimizzazione da parte dei pari o dell’affiliazione a gruppi devianti. Infatti sembra che vi sia una relazione positiva tra l’aver subito abusi fisici da parte dei genitori e l’uso della violenza a scuola. La relazione con i genitori influenza inoltre anche la tendenza da parte dei minori all’ interazione con coetanei che fanno parte di gruppi devianti, spesso per una mancanza di benessere in famiglia o per la scarsa fiducia vissuta nel contesto familiare. Molti adolescenti aggressivi in realtà nascondono disagi familiari che non possono essere rivelati e che spesso si traducono in vere e proprie azioni criminali.

Bisogna sicuramente considerare la difficoltà nel distinguere il limite fra trasgressione e delinquenza poiché durante l’adolescenza alcuni comportamenti sono definibili come normativi e dunque al servizio della crescita mentre altri sono segnali di malessere che si trasforma in azioni criminali (Bandura,  Caprara, Barbaranelli, Pastorelli, & Regalia, 2001). Un fattore che sembra influenzare il comportamento adolescenziale è la qualità della comunicazione familiare, infatti più l’adolescente si confida con i genitori più riesce ad affrontare questo delicato periodo della sua vita; inoltre anche l’ambiente criminogeno di provenienza è un fattore di rischio preso in considerazione dalla criminologia e dalla psicologia dello sviluppo atipico. L’ambiente, insieme alla famiglia, costituisce la prima palestra sociale dell’adolescente che come definito dalla teoria dell’apprendimento sociale (Bandura, 1969) comporta un adattamento e apprendimento da parte dell’adolescente a quelle che sono le regole sociali del suo contesto ambientale di riferimento. Per cui i risultati ottenuti dalle ricerche presentate mirano principalmente a enfatizzare la prevenzione nei contesti scolastici e familiari, soprattutto negli ambienti maggiormente a rischio da un punto di vista sociale e culturale.

 

Prison Life and effects of imprisonment

Oltre alle condotte devianti adolescenziali, un altra tematica affrontata è stata la condizione dei detenuti all’interno del contesto carcerario. In Italia emerge una scarsa attenzione per i programmi di prevenzione dalla ricaduta che potrebbero garantire una maggiore presa in carico della responsabilità sociale ma anche individuale che i singoli detenuti hanno nei confronti della stessa società. La mancanza di programmi specifici dedicati al reinserimento e alla riabilitazione dei detenuti fa sì che il fenomeno della recidiva diventi un problema individuale e sociale. Ad oggi non si riesce a definire chiaramente il ruolo dello psicologo all’interno dell’ Istituzione carceraria, né a gestire le condizioni che spesso conducono a disagi psicologici ed episodi di violenza fisica nei confronti di agenti e altri detenuti. L’ambiente carcerario può essere considerato più o meno “aperto” o “chiuso”. Un ambiente definito meno aperto si traduce in minori risultati trattamentali  e dunque in una maggiore recidività. Poiché le carceri sono ambienti sociali e dinamici con molteplici fattori che influenzano il loro clima psicosociale è importante indagare il ruolo che rivestono le  condizioni di vita all’interno del carcere, le esperienze dei detenuti in relazione sia agli agenti che agli altri detenuti e in generale al livello di tolleranza allo stress che deriva da tutti i fattori dell’istituzionalizzazione. L’analisi di tali componenti e la loro comprensione può favorire un miglioramento non solo della qualità della vita all’interno delle istituzioni carcerarie ma anche del trattamento dei detenuti e quindi una diminuzione della recidività.

Gli studi criminologici ricoprono la principale funzione di individuare aspetti possibili da migliorare in diversi campi d’azione, come lo sviluppo deviante, la qualità della vita in carcere, la vittimologia, la mediazione e la giustizia riparativa, partendo dal presupposto che sia possibile generare un cambiamento partendo dall’individuazione di punti di forza e generando nuove soluzioni e interventi.

 

Riferimenti bibliografici

 Bandura,  a. (1969). Social learning of moral judgments. Journal of Personality and Social Psychology, 11(3), 275–279.

Bandura, A., Caprara, G. V., Barbaranelli, C., Pastorelli, C., & Regalia, C. (2001). Sociocognitive self-regulatory mechanisms governing transgressive behavior. Journal of Personality and Social Psychology, 80(1), 125–135.

Beckmann, L. (2018, agosto). Parent-To-Child Physical Abuse and Youth Aggression: A longitudinal Analysis of Mediating Pathways.Relazione presentata al 18th Annual Conference of the European Society of criminology, Crimes against humans and crimes against humanity. Contenuto pubblicato nell’abstract book.

Lavori presentati

Saladino, V., Fontanesi, L. & Verrastro, V. (2018, agosto). The Role of family in Deviant Development: Study on a sample of Adolescent Italian Prisoners. Relazione presentata al 18th Annual Conference of the European Society of criminology, Crimes against humans and crimes against humanity. Contenuto pubblicato nell’abstract book.

Saladino, V., Eleuteri, S., Fontanesi, L. & Verrastro, V. (2018, agosto). Recidivism, Attachment and Aggression in a Sample of Italian Prisoners. Relazione presentata al 18th Annual Conference of the European Society of criminology, Crimes against humans and crimes against humanity. Contenuto pubblicato nell’abstract book.

 

 

 

Leave a comment

  1. Fiore | Dott.ssa Valeria Saladino
    Permalink
Scopri
drag