Sessualità e sviluppo
Il sesso è considerato da molti qualcosa che non si può non conoscere e non apprezzare. Esiste una credenza diffusa rispetto al perdere la verginità tardivamente e ai suoi svantaggi. Theo G.M. Sandfort e colleghi hanno condotto uno studio nel 2008, pubblicato sull’American Journal of Public Health in cui hanno esplorato le differenze fra coloro i quali intraprendevano rapporti sessuali in età precedente o posteriore a quella definita come età media del rapporto sessuale. Inoltre nel medesimo studio i ricercatori hanno anche comparato le differenze fra coloro i quali fanno sesso prima o dopo il matrimonio.
Dai risultati si evince come uno sviluppo sessuale precoce può comportare maggiori rischi sessuali, promiscuità, uso di alcool e droghe; mentre al contrario un’attività sessuale tardiva non comporta I medesimi rischi. Tuttavia sia lo sviluppo tardivo che precoce comporta problematiche sessuali a livello di arousal sessuale e orgasmo, principalmente nel sesso maschile. Sembra invece non incidere sulla solidità della relazione e sul benessere sessuale della coppia. I ricercatori concludono nell’affermare che il perdere la verginità precocemente è sicuramente associato ad effetti negativi a lungo termine soprattutto per quanto riguarda fattori di rischio legati alle malattie sessualmente trasmissibili e alle disfunzioni sessuali. Le ricerche in merito dovrebbero essere approfondite per comprendere meglio i rischi e le differenze circa la sessualità e lo sviluppo relazionale e sessuale della persona.
Tardi o presto?
Per definizione si considera tradivo un rapporto sessuale avvenuto dopo i 22 anni. Coloro i quali hanno il loro primo rapporto sessuale tardivamente hanno la sensazione di dover recuperare il tempo perso, di aver lasciando andare del tempo prezioso che non sanno come riprendersi, motivo per cui tentano in ogni modo di “fare più sesso possibile”, di passare da un partner all’altro, senza tenere conto che lo sviluppo è un qualcosa di graduale.
Avere un rapporto sessuale non sempre colma i gap dello sviluppo che la persona porta con sé. Inoltre anche coloro i quali perdono la verginità in un’età definita “nella media” possono incorrere in problematiche simili. Molte persone sperimentano un forte senso di vuoto nel momento in cui si rendono conto di usare il sesso come un modo per rifarsi delle occasioni perse. Accumulano partner in maniera quasi compulsiva sentendo subito dopo di avere una lunga lista di sconosciuti ma nessuna soddisfazione interiore. Ovviamente la sessualità ed il benessere sessuali vengono vissuti in maniera molto soggettiva, tuttavia queste sono le tematiche più comuni.
L’importanza data al rapporto sessuale nel contesto sociale spesso incrementa il senso di sfiducia e insicurezza della persona che non si sente ancora pronta a fare questo passo. Per molte persone fare sesso è un qualcosa di molto spontaneo e semplicemente determinato dall’attrazione “epidermica” mentre altre sentono il bisogno di fidarsi e affidarsi slatentizzando il momento del rapporto sessuale spesso sino ad idealizzarlo. Il sesso può trasformarsi nel mito del grande amore o nel ribelle senza pretese. Non esiste un modo giusto di viverlo ma solo il proprio modo. Il problema potrebbe nascere qualora il sesso non fosse vissuto coerentemente con i propri bisogni, comportando un senso di estraniamento da sé stessi e di svalutazione del proprio corpo e del proprio essere come persone. In questo caso potrebbe essere utile rendersi conto della propria difficoltà per affrontarla con le giuste risorse.
Riferimenti bibliografici
Lowen, A. (2013). Amore e orgasmo. Feltrinelli: Milano.
Theo G.M. Sandfort, PhD, Mark Orr, PhD, Jennifer S. Hirsch, PhD, and John Santelli, MD, MPH (2008). Long-Term Health Correlates of Timing of Sexual Debut: Results From a National US Study
Am J Public Health, 98(1): 155–161.
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