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L'amore impuro

L’amore “impuro”

Il fascino verso ciò che ci sconvolge e terrorizza può essere più forte di qualsiasi istinto. Il bisogno inconsapevole di guardare in faccia e toccare con le proprie mani il volto del dolore. Incidenti, catastrofi naturali, luoghi di cronaca nera, omicidi efferati e amori impossibili.  Storie vere che racchiudono l’irrazionalità dell’uomo. La psicologia dà il suo contributo approfondendo questi temi e spiegandone i meccanismi. In collaborazione con la Dott.ssa Elena Cabras il quarto articolo sul tema Piacevoli dolori. Psicologia e morbosità.

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 Incesto, quella vicinanza proibita

L’incesto, o meglio il suo profondo divieto, congiunge i popoli. Insieme al cannibalismo, è un tabù così radicato nella società da essere disapprovato per motivi che si estendono oltre il credo religioso attraverso l’apprensione per la protezione della specie umana, sia in senso educativo che biologico. Il divieto alla fantasia incestuosa e alla sua pratica, pertanto, si configura quale norma universale accettata da tutti…o quasi, quando fatti di cronaca riportano alla realtà episodi di amori incestuosi tra consanguinei che non sono più frutto di virtuali congetture.

Per alcune società arcaiche, come ad esempio i faraoni egizi o gli Inca, l’incesto era sovente una consuetudine in quelle famiglie molto potenti che avevano come obiettivo la conservazione del loro potere. Indipendentemente da eccezioni storiche del passato, a oggi, non vi è collettività disposta a rassegnarsi a probabili relazioni sessuali tra consanguinei, specialmente se consumate tra genitori e figli o tra fratelli e sorelle.

Amore e piacere, al di là del legame di sangue

Secondo l’antropologo Claude Lévi-Strauss il divieto di praticare l’incesto è la proibizione dell’endogamia e, quindi, l’esortazione all’esogamia che porta le famiglie a stabilire relazioni esterne che consolidano la solidarietà tra i gruppi e ne escludono un eventuale isolamento o una discendenza danneggiata geneticamente dalla consanguineità.

A tal proposito, sempre Lévi-Strauss (1949), sostiene che il veto all’incesto sia una costante universale che segna il passaggio dal puro stato di natura ad una società umana organizzata. Siamo umani poiché non disposti all’incesto. La proibizione all’incesto è, pertanto quel “passo fondamentale grazie al quale, per il quale, e soprattutto nel quale, si compie il passaggio dalla natura alla cultura”.

 

Come fratello e sorella…

L’incesto, quindi, è un tema molto delicato, scabroso e morboso, assolutamente non facile da descrivere sia in termini scientifici sia di pura narrazione di alcuni episodi di cronaca.

Nuovo Galles del Sud. Australia. Il Daily Telegraph Australia ci racconta la storia della famiglia Colt. La famiglia era composta da 40 individui nati da rapporti sessuali tra consanguinei. É stato definito il più grave caso di incesto della storia in quanto ha coinvolto quattro generazioni. La famiglia viveva fra le colline. Il caso è uscito fuori unicamente perché si notò la mancanza dei bambini a scuola. Le autorità recatesi sul luogo notarono la presenza di  due camper, due tende e due baracche prive di acqua potabile e servizi. I bambini vivevano nello sporco, mangiando da stoviglie ricoperte di muffa e nutrendosi di cibo avariato.  Addirittura sul letto di uno dei bambini dormiva un canguro.  Dalle analisi si vide come la famiglia era nata dai trisavoli, fratello e sorella, tutti accoppiatisi tra loro. I padri erano anche zii ed i bambini mostravano un grave ritardo cognitivo, danni neurologici ed avevano subito violenze ed abusi. I bambini avevano rapporti sessuali fra loro e, quando non protagonisti, erano costretti ad assistere alle violenze sui fratelli.  

 

Madri e figli

L’amore, la morbosità del legame. L’unione incestuosa che consolida il rapporto fra una madre e un figlio. Sin dalla nascita uniti nelle viscere. Il rapporto incestuoso può consumarsi anche in termini unicamente psicologici. In casi estremi il terrore di perdere l’oggetto del proprio desiderio e del proprio amore può comportare un gesto atroce, come l’omicidio.

Asherville. Carolina. Una donna di 44 anni, Melissa Kitches, mamma di Thomas, 25 anni. I due avevano una relazione sessuale. Thomas, 25 anni, aveva già un figlio di pochi mesi e abitava con la moglie poco distante dai familiari. Nonostante tutto la moglie ha comunicato sul social network Facebook che perdona il marito: “Quando si decide di prendere qualcuno, bisogna anche imparare ad amarlo nonostante gli errori. La mente può arrabbiarsi ma il cuore rimarrà con lui”. 

Si ricorda il famoso film di Alfred Hitchcock, Psycho, che narra la vicenda di Norman, arrestato per omicidio. Durante il colloquio con lo psicologo, Norman è completamente soggiogato dalla personalità della madre, che egli stesso aveva ucciso.  Dopo la morte del padre, la madre di Norman cominciò a frequentare un altro uomo. Il ragazzo geloso,  li uccide entrambi ma non sopportando di perdere la sua unica figura di gratificazione, la sua personalità subisce una scissione che lo porta ad identificarsi da una parte con quella parte di se stesso che è ancora geloso della madre, dall’altra parte con la madre stessa, la cui personalità lo porta ad eliminare tutte le giovani donne che minacciano il loro rapporto.  Hitchcock tratta la tematica del complesso edipico, estremizzandone i risvolti psicologi. Tuttavia non cosi estremizzati, in quanto la storia di Norman è ispirata alle vicende del serial killer Ed Gein, il quale fece della madre un elemento chiave della sua vita e della sua casa.

 

Riferimenti bibliografici

Les Structures élémentaires de la parenté (1949, 1968), Trad. Le strutture elementari della parentela, trad. di Alberto Mario Cirese e Liliana Serafini, Feltrinelli, Milano, 1972.

Guidorizzi, G. (a cura di) (2007). Legami di sangue, legami proibiti. Sguardi interdisciplinari sull’incesto. Quaderni del D@MS di Torino.

Violetti, A. (a cura di) (2012). Storie d’incesto. Tempi e spazi nell’«Apollonio di Tiro». Università.

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  1. un piacevole dolore di un’amore impuro…forse descrive parzialmente questo tipo di rapporto…

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