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Alcool

Alcool e occultismo, il significato esoterico dell’alcolismo

La simbiosi nell’alcool

L’uomo fa uso di alcol sino dai tempi antichi. Nella Lemuria veniva usato come stimolo del sistema termo regolatore dell’organismo. Le cellule del lievito erano abbondanti in quanto derivanti dal regno vegetale, ed in quel periodo gli uomini consumavano molta frutta e succhi che una volta conservati, a seguito della fermentazione, producevano una bevande che aveva degli effetti esilaranti. Questo conduceva a stati di coscienza alterati simile ad una condizione estatica. Per un lungo periodo di tempo l’uomo ha considerato l’alcol un dono divino. Il termine alcol si pensa che derivi dall’arabo ed anche dal greco “olos” che vuol dire “ tutto intero”.  Si pensava che l’alcol avesse il potere di restituire all’uomo l’unione fra corpo e mente.  Successivamente, l’interpretazione delle porprietà alcoliche riccaddero maggiormente sull’influenza emotiva. L’apparato emotivo dell’uomo veniva stimolato dall’uso di alcool, non più visto unicamente come forma di congiunzione fra soma e psiche.

In tempi remoti sacerdoti e stregoni preparavano bevande alcoliche per i loro rituali. L’alcol assumeva un ruolo rievocativo rispetto alle memorie del passato e di unione dei membri del gruppo. Durate le battaglie enfatizzava la vittoria e rincuorava gli animi nei momenti difficili. In Grecia e Roma l’alcool celebrava i riti orgiastici di Bacco e Dionisio. Dunque l’alcool non veniva assunto a caso ma in maniera simbolica e rituale. Secondo Browning (Baker, 1991) vi era una programmazione di questo uso alcolico in base alla precessione, ossia la variazione dell’inclinazione dell’asse terrestre.

L’intossicazione dal mondo materiale

Oggi sembra che l’alcool sia piuttosto uno strumento di fuga dalla realtà e dal senso di vuoto che si cronicizza nell’anomia sociale (Durkeim, 1893). Lo stimolo continuo del nostro senso di riconoscimento equivale al bisogno di sentirci accettati e rassicurati nel nostro quotidiano. Le neuroscenze hanno mostrato come il riconoscimento sociale attivi gli stessi centi del piacere stimolati dalle sostanze (De Zulueta, 2009). L’alcool anestetizza il corpo e la mente dal dolore. Il caro prezzo è il sacrificio della genuinità delle emozioni. Gli effetti della concentrazione dell’alcool nel sangue possono essere devastanti:

  • 100 mg per 100 ml, stordimento ed euforia
  • 200 mg per 100 ml, ubriachezza e disorientamento
  • 300 mg per 100 ml,  perdita di coscienza
  • 400 mg per 100 ml, morte

Inoltre comporta infiammazione del tratto gastrointestinale, acidosi, malessere e nausea, mal di testa, spossatezza, diminuzione delle facoltà creative, flashback, sogni vividi, insonnia, sensazioni di ansia. L’alcool produce una sorte di dolce morte, in cui non ci si rende conto della sofferenza fisica poiché si è completamente alla mercé della percezione del proprio benessere psicologico.

Alcool e spiritus

Secondo Jung, la sete di alcool era la manifestazione esteriore di un bisogno dell’anima di ricongiungersi alla sua unicità. L’essenza definita da Laing (1978). Il termine latino per alcool è traducibile come “spirito”, identificabile come stato di coscienza in cui si incontrano le due parti dell’uomo che tendenzialmente sono divise dal principio di realtà. Jung spiega questo concetto in una lettera in cui parla di un suo paziente che fa uso di alcool: <<Vedete, il termine latino per alcool è “SPIRITUS”, che veniva usato sia per la più elevata esperienza religiosa, sia per il più depravante dei veleni. La formula che ci può essere d’aiuto è, dunque: “SPIRITUS CONTRA SPIRITUM”>> (Baker, 1991). Secondo Baker l’abuso di alcol deriva da uno stile di vita che non corrisponde al proprio modo di essere.  C’è differenza tra il servirsi dell’alcool in maniera consapevole ed essere asserviti ad esso.

 

Riferimenti bibliografici

De Zulueta, F. (2009). Dal dolore alla violenza. Le origini traumatiche dell’aggressività. Raffaello Cortina Editore: Milano.

Durkheim, E. (1893). La divisione del lavoro sociale. Parigi.

Laing, R.D. (1978). L’Io diviso. Studio di psichiatria esistenziale. Einaudi: Torino.

Baker, D. (1991). Alcolismo. Il significato occulto. Edizioni Crisalide: Spigno Saturnia (LT).

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