Psicologia positiva e interconnessione: comunità reali e virtuali
Bari, 15-16 giugno 2018
Le due giornate inerenti la psicologia positiva sono state promosse dalla Società Italiana di Psicologia Positiva (SIPP) con il patrocinio dell’Associazione Italiana di psicologia (AIP), del Collaborative Knowledge Building Group e dell’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia presso l’Università degli Studi di Bari, Aldo Moro.
Psicologia del perdono ed emozioni positive
Diverse le tematiche trattate, dalle strategie didattiche innovative per migliorare le modalità di lavoro di educatori sociosanitari al ruolo positivo del non-giudizio nella promozione del benessere. Il filo conduttore è la psicologia del positivo, ossia l’utilizzo del propositivo e dell’innovazione in un’ottica di cambiamento e benessere. Esempi validi le ricerche inerenti la psicologia del perdono, ricerche che mettono in luce come la gestione delle emozioni negative connesse al rancore e alla vendetta comportino un incremento delle stesse. Le strategie adottate per promuovere il benessere e spezzare il cerchio derivano infatti dall’individuazione degli stati negativi e dal riconoscimento del ruolo del carnefice che diviene mezzo e strumento di cambiamento, attraverso il perdono dell’altro e di sé. Un interessante effetto mediatore hanno gli stati di ansia, depressione e rabbia che accompagnano spesso i vissuti di chi ha subito un sopruso (Barcaccia, B.)
I social e l’iperconnessione
Nella sessione inerente l’uso di internet e del web sono state proposte diverse ricerche in merito l’uso positivo dei dispositivi tecnologici e dei social network per sviluppare caratteristiche proattive e competenze sociali. Ad esempio uno studio sull’estroversione e l’introversione ha mostrato come l’uso di Facebook possa incrementare il lato comunicativo in coloro i quali vengono definiti “estroversi”, non è stato condotto uno studio inferenziale, tuttavia la caratteristica di estroversione è connessa ad un uso maggiore di Facebook e di conseguenza l’uso di Facebook potrebbe portare ad essere più estroversi. In tal caso i social avrebbero una funzione positiva di socialità e disclosure (Sciara S., Resta E., Soldi, M. et al.).
Anche i videogame posso essere utilizzati come strumenti di cambiamento, ad esempio nell’apprendimento e nello svolgimento di compiti. Infatti il videogame attiva una componente motivazionale e di persistenza al compito notevole, che potrebbe essere usata come strategia di apprendimento. Internet, il web, i social rappresentano anche fattori protettivi se utilizzati strategicamente. Vi sono però anche fattori di rischio nell’iperconnessione giovanile. Infatti molti adolescenti tendono a disconnettersi nelle loro capacità emotive e relazionali, poiché la connessione, la condivisione sui social, diventano al contrario una forma di allontanamento dall’altro. A volte dunque la vicinanza e la presenza costante sui social non corrisponde al reale investimento amicale che gli adolescenti compiono e sviluppano nei confronti delle altre persone. Il senso di solitudine infatti aumenta invece di decrescere e questo è uno dei punti più salienti da enfatizzare dell’uso di internet (Verrastro, V. Fontanesi, F., Ferrara, M.P. et al.).
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Lavori presentati
Verrastro, V., Fontanesi, L., Ferrara, M.P., Saladino, V. & Albanese, C.A. (S)connessi: la relazione tra dipendenza da internet, il concetto di sé e il rapporto con l’altro. 11° Giornate Nazionali di Psicologia Positiva, Bari (15/16 Giugno)