{"id":872,"date":"2016-10-12T16:07:54","date_gmt":"2016-10-12T14:07:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valeriasaladino.it\/?p=872"},"modified":"2016-10-12T16:07:54","modified_gmt":"2016-10-12T14:07:54","slug":"non-esistono-cattivi-pensieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.valeriasaladino.it\/index.php\/2016\/10\/12\/non-esistono-cattivi-pensieri\/","title":{"rendered":"Non esistono cattivi pensieri"},"content":{"rendered":"<h2><strong>I demoni della mente<\/strong><\/h2>\n<p>Possiamo fuggire dai nostri demoni o affrontarli. Le dipendenze, l\u2019odio, la rabbia, l\u2019ansia, la tristezza, qualcosa di noi che non ci piace. I nostri &#8220;demoni&#8221; sono tutte quelle paure e situazioni che ci creano disagio e che non ci permettono di esprimerci come vorremmo. Il nostro corpo e la nostra mente camminano insieme e se i demoni bloccano i pensieri allora congeleranno anche il corpo.\u00a0La sensazione di non riuscire ad agire e a portare a termine ci\u00f2 che ci siamo prefissati \u00e8 tra le pi\u00f9 comuni ed anche pi\u00f9 complicate da affrontare.<\/p>\n<p>Esistono dei metodi tuttavia per reagire e combattere questo stato di inerzia. Paradossalmente la soluzione non \u00e8 quella di combattere i nostri demoni ma di imparare a nutrirli. Questa affermazione pu\u00f2 sembrare contraddittoria o poco comprensibile, in quanto il dare nutrimento a qualcosa che ci tormenta e ci fa stare male non sembra avere\u00a0effetti positivi. Tuttavia <a href=\"http:\/\/taramandala.org\/about\/lama-tsultrim\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tsultrim Allione<\/a>, insegnante americana affascinata dalle dottrine <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Buddhismo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">buddhiste<\/a>, intraprese questo percorso e diede vita ai cinque stadi per nutrire i propri demoni, di cui parla nel testo \u201cNutri i tuoi demoni\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019autrice prese spunto dall\u2019insegnamento dell\u2019insegnante buddhista <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Machig_Labdr\u00f6n\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Maching Labdr\u00f6n<\/a>, la quale nel XI secolo utilizz\u00f2 la pratica del \u201cChi\u00f6d\u201d (che si pronuncia \u201cci\u00f6h\u201d) e che significa \u201crecidere\u201d.\u00a0La sua pratica si basa sull\u2019integrazione psicologica delle paure anzich\u00e9 sulla scissione e sull\u2019evitamento delle stesse. Esistono anche speranze che legate alle paure mantengono il problema, Maching chiamava queste speranze, dei-demoni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Come nutrirli?<\/strong><\/h2>\n<p>La pratica dei cinque stadi \u00e8 un\u2019evoluzione del Ch\u00f6d tibetano e non richiede una particolare conoscenza della dottrina buddhista. La prima fase consiste nel riconoscimento del proprio demone in una parte specifica del proprio corpo. Nel secondo stadio si personifica il demone; nella terza fase ci si identifica con il demone, chiedendosi quali siano i suoi bisogni e che cosa vuole; nella quarta fase si immagina di dissolvere il proprio corpo esaurendo i bisogni del demone, nutrendolo. Una volta sazio avremmo liberato l\u2019energia bloccata e guadagnato un prezioso alleato. Infine, nel quinto stadio si entra in contatto con la consapevolezza che deriva dalla dissoluzione del corpo avvenuta nella fase precedente.<\/p>\n<p>Quando si tenta di combattere o di reprimere un bisogno non si fa che rafforzarlo. Per tale motivo sfamare le nostre paure annulla lo stesso effetto che queste hanno su di noi. Riconoscere le parti che di noi restano nell\u2019ombra \u00e8 importante per trasformare le stesse in qualcosa di positivo. La loro repressione gli d\u00e0 una cornice negativa, come un marchio difficile da identificare ed eliminare. Inoltre la personificazione del problema in qualcosa di fisico e tangibile permette di affrontare qualcosa di reale e di scacciare l\u2019idea di combattere contro i mulini a vento. I nostri demoni si nutrono della paura stessa, dunque non affrontarli significa far si che diventino sempre pi\u00f9 potenti, quasi invincibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Personificare la paura<\/strong><\/h2>\n<p>La personificazione \u00e8 una tecnica terapeutica riconosciuta nel mondo occidentale e approfondita dalle dottrine orientali. Ci\u00f2 a cui d\u00e0 maggiore enfasi la pratica orientale \u00e8 la dissoluzione del corpo, questa sorta di perdita di controllo che permette di entrare in contatto con le nostre paure e di comprenderle invece che metterle a tacere.\u00a0 Questo permette di fuori uscire dall\u2019idea che esista un s\u00e9 in contrasto con un altro e di abbracciare le varie parti di s\u00e9 stessi, anche quelle in conflitto, in maniera rilassata e consapevole.<\/p>\n<p>Non \u00e8 semplice portare tali concetti nella cultura occidentale. Bisogna sicuramente dialogare con le varie differenze che fanno parte delle culture e dei diversi linguaggi. Tuttavia \u00e8 possibile creare un ponte comunicativo fra oriente ed occidente, <a href=\"http:\/\/www.valeriasaladino.it\/le-radici-della-psicoterapia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">psicoterapia<\/a> e comprensione di s\u00e9.<\/p>\n<p><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/p>\n<p>Allione, T. (2009).\u00a0<em>Nutri i Tuoi Demoni.\u00a0Risolvere i conflitti interiori con la saggezza del Buddha.\u00a0<\/em>Oscar Mondadori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I demoni della mente Possiamo fuggire dai nostri demoni o affrontarli. Le dipendenze, l\u2019odio, la rabbia, l\u2019ansia, la tristezza, qualcosa di noi che non ci piace. I nostri &#8220;demoni&#8221; sono tutte quelle paure e situazioni che ci creano disagio e che non ci permettono di esprimerci come vorremmo. 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