{"id":834,"date":"2016-09-19T09:25:08","date_gmt":"2016-09-19T07:25:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valeriasaladino.it\/?p=834"},"modified":"2016-09-19T09:25:08","modified_gmt":"2016-09-19T07:25:08","slug":"situational-action-theory","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.valeriasaladino.it\/index.php\/2016\/09\/19\/situational-action-theory\/","title":{"rendered":"Situational Action Theory"},"content":{"rendered":"<p><strong>Teorie sul crimine<\/strong><\/p>\n<p>Nata nel 2004 da <a href=\"http:\/\/criminology.wikia.com\/wiki\/Situational_Action_Theory\">Per-Olof Wikstrom<\/a> la Situational Action Theory ( SAT) propone un modello che unifica la criminologia empirica e teorica nella sua multifattorialit\u00e0. Il comportamento criminale consta infatti di vari fattori di tipo sociale, familiare, individuale e contestuale (Bouhana and Wikstrom, 2011). Secondo la SAT le azioni morali ed il coinvolgimento emotivo alimentano l\u2019azione criminale e agiscono sul contesto. Questa teoria comprende sia gli street crime, che i white collar crime, che gli atti terroristici.\u00a0Non si basa infatti sulla tipologia di reato ma sulla componente morale ed emotiva che spinge al crimine.<\/p>\n<p>Ricerche (Wikstrom &amp; Sampson, 2003) in questo ambito hanno dimostrato l\u2019incidenza dei tratti individuali nella probabilit\u00e0 di commettere azioni criminali. I fattori individuali insieme a quelli situazionali comportano l\u2019azione. La SAT spiega il processo che spinge una persona dalla motivazione al crimine al comportamento deviante. La teoria situazionale pone come presupposto che non si possa prescindere dalla percezione delle regole e delle norme sociali. Quindi \u00e8 necessario studiare l\u2019azione criminale come percezione di rottura rispetto alle norme sociali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Elementi della Situational Action Theory<\/strong><\/p>\n<p>Wikstrom (in press) spiega che il comportamento umano \u00e8 come un incrocio fra la persona e le sue modalit\u00e0 di interazione con l\u2019ambiente. Lo studioso ha creato un modello basato sugli elementi chiave che definiscono la teoria situazionale. Wikstrom spiega questi elementi definendoli in maniera tecnica.<\/p>\n<p><strong>Persona: <\/strong>fattori fisici, psicologici, esperienze e <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Albert_Bandura\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">agency<\/a><\/p>\n<p><strong>Setting: <\/strong>insieme di presupposti ambientali, interazionali ed interpersonali<\/p>\n<p><strong>Situazione: <\/strong>risultato del processo di scelta della persona in interazione con un dato setting<\/p>\n<p><strong>Azione: <\/strong>messa in atto di un movimento fisico specifico per raggiungere lo\u00a0scopo prefissato<\/p>\n<p>Wikstrom analizza le reazioni individuali ad una data situazione. Lo studioso asserisce che la commissione di un crimine deriva dalla percezione delle regole sociali poste in relazione alla propria moralit\u00e0. Ed aggiunge che se una persona viene esposta sistematicamente ad una data situazione \u00e8 come se perdesse la reale capacit\u00e0 di scelta. In questi casi sopraggiunge infatti l\u2019abitudine e la tendenza ad agire il comportamento appreso (Wikstrom, 2009).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Uno studio longitudinale, disadvantaged neighborhoods<\/strong><\/p>\n<p>Usando la SAT, Wikstrom ha condotto uno studio longitudinale su persone appartenenti a contesti svantaggiati. Da tale studio \u00e8 emerso come non \u00e8 il contesto criminale di per s\u00e9 che comporta la tendenza al crimine ma l\u2019esposizione prolungata ad un ambiente tendenzialmente criminogeno (Wilkstrom, 2012). Questi risultati hanno una loro importanza nell\u2019ambito della prevenzione dei contesti svantaggiati. Un esempio importante \u00e8 la ricerca che riguarda la devianza minorile che spesso parte proprio dal contesto criminogeno di appartenenza.<\/p>\n<p>Inoltre la possibilit\u00e0 di applicare l\u2019evidenza teorica ed empirica fornisce una lettura chiave a psicologi, criminologi ed esperti che lavorano a stretto contatto con queste realt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Wikstrom, P.-O. H. (in press). &#8220;Explaining crime as moral actions&#8221;, in S. Hitlin and S. Vaisey, (eds.), <em>Handbook of the Sociology of Morality<\/em>. New York, pp. 211-239.<\/p>\n<p>Wikstrom, P.-O. H., &amp; Sampson, R. J. (2003). Social mechanisms of community influences on crime and pathways in criminality. In B. B. Lahey, T. E. Moffitt &amp; A. Caspi (Eds.), <em>Causes of Conduct Disorder and Juvenile Delinquency <\/em>(pp. 118-148). New York: Guilford Press.<\/p>\n<p>Wikstrom, P. (2009). Violence as situational action. <em>International Journal of Conflict and Violence<\/em>, <em>3<\/em>(1), 75-96. doi: 0070 -ijcv-2009162.<\/p>\n<p>Wikstrom, P. (2011). <em>Situational action theory<\/em>. Retrieved from <a href=\"http:\/\/fds.oup.com\/www.oup.com\">http:\/\/fds.oup.com\/www.oup.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teorie sul crimine Nata nel 2004 da Per-Olof Wikstrom la Situational Action Theory ( SAT) propone un modello che unifica la criminologia empirica e teorica nella sua multifattorialit\u00e0. Il comportamento criminale consta infatti di vari fattori di tipo sociale, familiare, individuale e contestuale (Bouhana and Wikstrom, 2011). 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