{"id":676,"date":"2016-07-04T17:40:40","date_gmt":"2016-07-04T15:40:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valeriasaladino.it\/?p=676"},"modified":"2016-07-04T17:40:40","modified_gmt":"2016-07-04T15:40:40","slug":"le-radici-della-psicoterapia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.valeriasaladino.it\/index.php\/2016\/07\/04\/le-radici-della-psicoterapia\/","title":{"rendered":"Le radici della psicoterapia"},"content":{"rendered":"<h2>Essere o non essere. Questa \u00e8 psicosi<\/h2>\n<p>Si considera folle colui il quale crede di essere una cosa, un animale, o qualcosa di diverso da ci\u00f2 che realmente \u00e8. Allora\u00a0come mai non considerare folle una societ\u00e0 che tenta di trasformare l\u2019essere umano in cosa? La <a href=\"http:\/\/www.elenacabras.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">psicoterapia<\/a>\u00a0non fa distinzione fra vero o falzo, giusto o sbagliato, sano o folle, perch\u00e9 il focus non \u00e8 il problema\u00a0ma il modo in cui la persona vive quel problema. Sentiamo spesso parlare di personalit\u00e0 schizoidi. Individui che vivono un\u00a0rapporto\u00a0con l\u2019ambiente e con se stessi peculiare. Persone che si perdono in se stesse\u00a0quando sono insieme agli altri\u00a0e si ritagliano pezzi di solitudine ovunque essi siano.\u00a0Un isolamento intenso che li rende\u00a0incapaci di\u00a0\u00a0partecipare al mondo.\u00a0La mente ed il corpo sono staccati l\u2019uno dall\u2019altra. La loro personalit\u00e0 \u00e8 come un puzzle incompleto, i cui pezzi non si incastrano.<\/p>\n<p>Da un punto di vista esistenziale si parla &#8220;dell\u2019essere nel mondo&#8221; (<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/R._D._Laing\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Laing, 1978<\/a>) per descrivere quell\u2019esperienza che ognuno di noi fa quando entra in contatto con l\u2019esterno. Una persona sana riesce ad integrare le varie parti di s\u00e9 e ad adattarsi.\u00a0Se\u00a0si \u00e8 affetti da patologie cliniche tutto quello che l\u2019individuo fa resta\u00a0un fenomeno inspiegabile a cui non si riesce a dare un senso. Laing delinea la personalit\u00e0 dello schizoide non come soggetto fuori dalla realt\u00e0 ma come persona che vive in una sua dimensione, non necessariamente patologica. La domanda che viene spontanea quando ci si interroga sulle modalit\u00e0 trattamentali \u00e8 come fare ad affrontare il problema del paziente\u00a0senza entrare mai in contatto con l&#8217;esistenza di cui parla Laing.\u00a0Infatti il vocabolario psichiatrico tende ad allontanare la persona\u00a0e a\u00a0spezzare l&#8217; alleanza\u00a0del\u00a0processo terapeutico.<\/p>\n<h2>Il linguaggio del paziente<\/h2>\n<p>Entrare in relazione con il paziente \u00e8\u00a0un processo molto complesso. Usare il suo\u00a0linguaggio pu\u00f2 rendere pi\u00f9 semplice e fluida l&#8217;interazione.\u00a0Purtroppo, nella psicoanalisi e nella psichiatria classica i termini utilizzati non rendono conto del linguaggio del paziente, isolandolo dalla sua stessa realt\u00e0. A differenza di terapie pi\u00f9 umanistiche <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Carl_Rogers#Bibliografia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">(Rogers, 2000<\/a>), \u00a0come l\u2019approccio strategico (<a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788834001448\/watzlawick-paul\/realta-della-realta.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Watzlawick, 1976<\/a>) che usa\u00a0il linguaggio come strumento di cura.\u00a0L&#8217;eccessivo tecnicismo\u00a0riduce la persona a fratture esistenziali,\u00a0come se volessimo comporre uno specchio allontanando i vari frammenti. Laing critica aspramente l\u2019incomunicabilit\u00e0 e l\u2019astrazione dei termini utilizzati dalla\u00a0psicoanalisi classica. Parla dell&#8217;importanza del linguaggio esistenziale. Le parole vengono definite in relazione all&#8217;esistenza del paziente e comunicano con la sua realt\u00e0.<\/p>\n<p>Infatti esistono varie letture delle cose e delle situazioni. Un po\u2019 come le distorsioni percettive e le gestalt. Le illusioni ottiche generano scenari diversi in base al punto di osservazione. Sulla carta vi \u00e8 un\u2019unica immagine, tuttavia in base a ci\u00f2 che ci colpisce maggiormente scorgeremo\u00a0due oggetti diversi. \u00a0Lo stesso vale per gli esseri umani. Potremmo vedere una persona seduta di fronte a noi o come tale o come un organismo. Nel primo caso terremo\u00a0conto dei desideri, dei pensieri e delle emozioni espresse. Nel secondo caso ci\u00a0focalizzeremo solo sull\u2019espressione neurale e chimica. L&#8217;importante \u00e8 adottare un punto di vista e portarlo avanti sino alla fine. Se vedo il mio pazente come una persona e poi interagisco come farei con un organismo, il mio intervento sar\u00e0\u00a0destinato a fallire.<\/p>\n<h2>Pazienti o geroglifici ? la relazione<\/h2>\n<p>Quanto \u00e8 importante categorizzare e chiudere in schemi precisi le persone e le loro azioni? Nell\u2019accezione classica delle psicotrapie sembrava essere l\u2019unica modalit\u00e0 di interazione con il paziente. Il cos\u00ec detto &#8220;vocabolario della denigrazione&#8221; da una connotazione negativa a tutto\u00a0ci\u00f2 che non rientra nel range del normale. Come se implicasse una modalit\u00e0 standard di stare al mondo. Lo psicotico non vi rientra. Il pazzo ed il sano vengono definiti in base a limiti\u00a0definiti\u00a0dalla societ\u00e0. Uno schizofrenico potrebbe delirare eppure essere nel suo delirio perfettamente lucido e vedere qualcosa che gli altri non vedono. Ezechilele secondo <a href=\"http:\/\/www.filosofico.net\/jaspers.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Jasper<\/a>\u00a0 (1955) era uno schizofrenico.<\/p>\n<p>Esattamente come nell\u2019uso del linguaggio tecnico anche essere troppo legati al\u00a0rigore scientifico limita la stessa cura. Se guardiamo solo ci\u00f2 che \u00e8 osservabile\u00a0vedremo\u00a0solo\u00a0la patologia. <a href=\"http:\/\/www.filosofico.net\/dilthey.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dilthey<\/a>\u00a0(2007) ha paragonato il paziente ad un geroglifico. Tuttavia, mentre quest&#8217;ultimo\u00a0pu\u00f2 essere sottoposto ad un\u2019analisi attenta e formale, non \u00e8 cosi per la malattia. Possiamo conoscere alla perfezione tutte le sfumature\u00a0della malattia ma non per questo comprenderla. \u00a0Lo schizofrenico sente di essere fatto di vetro, di essere trasparente. Ogni sguardo pu\u00f2\u00a0distruggerlo e ridurlo in pezzi. Dunque \u00e8 destinato a condannare a morte la propria realt\u00e0 e di conseguenza la propria esistenza. Se lo psicoterapeuta\u00a0si pone\u00a0in relazione a lui\u00a0pu\u00f2 entrare in contatto con questo senso di irrealt\u00e0 e dotarlo di significato. \u00a0Il terapeuta si orienta nella mappa altrui non tenta di imporre\u00a0il suo percorso\u00a0al paziente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/p>\n<p>Dilthey, W. (2007).<b>\u00a0<\/b>Introduzione alle scienze dello spirito. Testo tedesco a fronte. Vol. 1. Bompiani: Milano.<\/p>\n<p>Laing, R.D. (1978). L&#8217;Io diviso. Studio di psichiatria esistenziale. Einaudi: Torino.<\/p>\n<p>Rogers, C. R. (2000)\u00a0<i>La terapia centrata sul cliente.\u00a0<\/i>Psycho:\u00a0Firenze.<\/p>\n<p>Jaspers, K. \u201cPoscritto\u201d 1955, in op. cit.<\/p>\n<p>Watzlawick,P.<b>\u00a0<\/b>(1976).<b>\u00a0<\/b>La realt\u00e0 della realt\u00e0. Confusione, disinformazione, comunicazione. Astrolabio Ubaldini: Roma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Essere o non essere. 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