{"id":620,"date":"2016-06-13T13:02:09","date_gmt":"2016-06-13T11:02:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valeriasaladino.it\/?p=620"},"modified":"2016-06-13T13:02:09","modified_gmt":"2016-06-13T11:02:09","slug":"verita-o-bugia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.valeriasaladino.it\/index.php\/2016\/06\/13\/verita-o-bugia\/","title":{"rendered":"Verit\u00e0 o bugia"},"content":{"rendered":"<h2>Gli\u00a0indicatori della menzogna<\/h2>\n<p>Quotidianamente all\u2019interno delle nostre relazioni interpersonali pu\u00f2 capitare di avere il dubbio se ci\u00f2 che ci viene detto corrisponda al vero o sia frutto di una menzogna. Tuttavia, prestando attenzione ad una serie di indizi riguardanti il comportamento verbale e non verbale di chi abbiamo di fronte, sarebbe possibile smascherare un\u2019eventuale menzogna nello stesso istante in cui ci viene detta.<\/p>\n<p>Per fare questo \u00e8 fondamentale osservare e notare nell\u2019interlocutore i cosi detti\u00a0\u201cindicatori\u201d della menzogna. Bisogna per\u00f2 prima essere consapevoli di cosa si intende per menzogna e quali tipi di bugie esistono.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/books.google.it\/books?id=uQomjY2DH4wC&amp;pg=PA197&amp;lpg=PA197&amp;dq=Ferracuti+ed+Abbate&amp;source=bl&amp;ots=zFhNBRTKfo&amp;sig=K7PafRYFiVhGWi9PwM-8a-2T1kA&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwjdkoeL5aTNAhVJsBQKHbSgCoYQ6AEIHjAA#v=onepage&amp;q=Ferracuti%20ed%20Abbate&amp;f=false\">Ferracuti e Abbate<\/a> (1988) ne hanno classificato vari tipi:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Menzogna volontaria:<\/strong> \u201cmanifestazione cosciente e utilitaristica di un\u2019idea o il resoconto di un fatto non rispondenti al vero; di ci\u00f2 il soggetto \u00e8 consapevole, ma in tale atteggiamento persevera nel tentativo di falsare la realt\u00e0\u00a0 ed ingannare\u201c<\/li>\n<li><strong>Bugia psicogena:<\/strong> \u201cpu\u00f2 essere considerata come il risultato di un conflitto psicologico affrontato falsando alcuni aspetti della realt\u00e0. Un conflitto conseguente ad un complesso di inferiorit\u00e0\u00a0pu\u00f2\u00a0 essere compensato con l\u2019invenzione di situazioni o avvenimenti mai accaduti\u201c<\/li>\n<li><strong>Bugia patologica:<\/strong> \u201csi pu\u00f2 trovare in casi di\u00a0deficit intellettivi, nelle psicosi o in alcune alterazioni della struttura di personalit\u00e0&#8221;<\/li>\n<li><strong>Bugia nel debole di mente:<\/strong> \u201cessa \u00e8 povera o poco verosimile, la versione dei fatti pu\u00f2 cambiare spesso e senza alcuna ragione, o, al contrario, essere ostinatamente sostenuta contro ogni esame di realt\u00e0&#8221;<\/li>\n<li><strong>Bugia dello psicotico:<\/strong> \u201csi trova nelle fasi di eccitamento maniacale della ciclotimia, e allora abbiamo la menzogna fantastica, lucida; nella depressione endogena, in cui si pu\u00f2 assistere ad autoaccuse calunniose; nella schizofrenia, come espressione di ambivalenza ed autismo; nelle psicosi organiche, nelle quali i deficit di memoria vengono colmati dalle confabulazioni&#8221;<\/li>\n<li><strong>Mitomania:<\/strong> \u201ccondotta caratterizzata dalla tendenza sistematica e non problematizzata alla menzogna, alla simulazione ed invenzione di fatti ed eventi in cui l\u2019immaginifico e lo stupefacente sono elementi integranti il bisogno di attrarre su di s\u00e8 l\u2019attenzione e di eludere la realt\u00e0. Questa \u00e8 una condotta che si osserva in particolare in coloro i quali mostrano delle fragilit\u00e0 psichiche\u00a0ma \u00e8 anche comune nei bambini ed in soggetti adulti che inseguono e propongono un\u2019immagine ideale del proprio S\u00e8 che diviene un falso S\u00e8.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le menzogne, in particolare nella letteratura criminologica, vengono associate anche alle false confessioni, tendenti ad essere volontarie, forzate o \u00a0coercitivamente interiorizzate.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i cosiddetti indicatori di menzogna, quando mentiamo si verifica un incremento dell&#8217;attivazione fisiologica o <a href=\"http:\/\/www.behavioraladdictions.it\/arousal\/\">arousal<\/a>, provocando uno stato ansioso\u00a0che produce delle modifiche anche a livello emotivo, del\u00a0tono della voce e dei movimenti oculari.\u00a0Riguardo questi ultimi ad esempio se sono rivolti in alto a destra indicano la produzione di un\u2019immagine costruita per la prima volta che poi viene verbalizzata; se rivolti in alto a sinistra indicano una rievocazione di un\u2019immagine realmente vissuta che viene verbalizzata; infine se lo sguardo \u00e8 diretto verso il basso pu\u00f2 essere indicatore di una generica attivit\u00e0 di introspezione, o anche della\u00a0paura che sia leggibile qualche segno di menzogna.<\/p>\n<p>I primi indicatori furono rilevati in particolar modo da <a href=\"http:\/\/www.paulekman.com\/paul-ekman\/\">Paul Ekman<\/a>. I suoi studi prendono spunto dalle teorie di <a href=\"http:\/\/www.filosofico.net\/darwin.htm\">Charles Darwin<\/a>, secondo cui le emozioni non sarebbero determinate culturalmente, bens\u00ec avrebbero un\u2019origine biologica.<\/p>\n<p>A partire da tali considerazioni, Ekman elabor\u00f2 la teoria neuromuscolare delle emozioni, dimostrando il carattere universale di sei emozioni: paura, rabbia, disgusto, tristezza, felicit\u00e0 e sorpresa;\u00a0 focalizzando la sua ricerca sulle corrispondenti micro-espressioni facciali e considerando anche nel movimento corporeo di chi mente un&#8217; inclinazione ad accompagnare la conversazione con una frequenza di gesti minore.<\/p>\n<p>Non sempre quando si mente si riesce a controllare tutto, bisognerebbe quindi non solo far riferimento al canale uditivo ma anche a quello visivo tenendo conto di espressioni del viso e dei movimenti corporei. Per smascherare l\u2019altro quando cerchiamo di intuire la sua probabile menzogna bisognerebbe comportarsi come in un colloquio investigativo, essendo sin da subito chiari ed onesti con la persona.<\/p>\n<p>I sensi coinvolti no si limitano solo alla vista, all&#8217;udito, ai canali verbali e non verbali ma anche alle varie tipologie di comunicazione messe in gioco durante l&#8217;interazione ed anche al livello di conoscenza e comprensione della persona che abbiamo di fronte.\u00a0Non bisogna solo saper riconoscere le emozioni degli altri e le loro modalit\u00e0 comunicative\u00a0nel momento della menzogna\u00a0ma anche riconoscere\u00a0\u00a0i propri stati interiori e valutare\u00a0come\u00a0la nostra personalit\u00e0 e lo stile di conduzione del colloquio\u00a0influenzano le risposte del nostro interlocutore.<\/p>\n<p><strong>Riferimenti bibliografici:<\/strong><\/p>\n<p class=\"fn product_heading_title\">Ekman, P. &amp; Frieden, W.V. (2007). Gi\u00f9 la maschera. Come riconoscere le emozioni dall&#8217;espressione del viso. Giunti Editore: Firenze.<\/p>\n<p class=\"fn product_heading_title\">Ferracuti, F. (a cura di). (1987).\u00a0Trattato di criminologia, medicina criminologica e psichiatria forense vol.1.\u00a0Le radici, le fonti, gli obiettivi e lo Sviluppo della criminologia. Giuffr\u00e8: Milano.<\/p>\n<p class=\"fn product_heading_title\">Ponti, G. &amp; Merzagora Betsos, I. (2008). Compendio di criminologia. Cortina Raffello Editore: Milano.<\/p>\n<p class=\"fn product_heading_title\">Strano, M. ( 2003). Manuale di criminologia clinica. SEE Firenze.<\/p>\n<h2 class=\"product_text\"><\/h2>\n<div class=\"star-rate-star\"><\/div>\n<h2 class=\"product_text\"><\/h2>\n<div class=\"star-rate-star\"><\/div>\n<h2 class=\"product_text\"><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli\u00a0indicatori della menzogna Quotidianamente all\u2019interno delle nostre relazioni interpersonali pu\u00f2 capitare di avere il dubbio se ci\u00f2 che ci viene detto corrisponda al vero o sia frutto di una menzogna. 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