{"id":10906,"date":"2018-10-06T09:03:33","date_gmt":"2018-10-06T07:03:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valeriasaladino.it\/?p=10906"},"modified":"2018-10-06T09:03:33","modified_gmt":"2018-10-06T07:03:33","slug":"detenuti-sanita-senza-liberta-non-senza-diritti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.valeriasaladino.it\/index.php\/2018\/10\/06\/detenuti-sanita-senza-liberta-non-senza-diritti\/","title":{"rendered":"Detenuti e sanit\u00e0: senza libert\u00e0, non senza diritti"},"content":{"rendered":"<h2><strong>Agor\u00e0 Penitenziaria, XIX Congresso Nazionale Simspe-onlus<\/strong><\/h2>\n<p><strong>4-5 Ottobre 2018, Hotel dei Congressi, Roma<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Sanit\u00e0 e benessere, realt\u00e0 possibili in carcere?<\/strong><\/h2>\n<p>La sanit\u00e0 in <a href=\"http:\/\/www.valeriasaladino.it\/ordinamento-penitenziario-diritti-umani\/\">carcere<\/a> non \u00e8 un ambito semplice da discutere, soprattutto perch\u00e9 la sicurezza che necessita di essere mantenuta, a volte si scontra con la normale espletazione di quelle che sono le funzioni del medico, dell\u2019infermiere, dello <a href=\"http:\/\/www.valeriasaladino.it\/services\/consulenza-peritale\/\">psicologo<\/a> e dello psichiatra in carcere. Le ore a disposizione di tali figure professionali sono poche e molto spesso amministrate in maniera non efficace, non per mancanza dell\u2019amministrazione ma per motivi legati alle tempistiche e alla sicurezza dell\u2019Istituto Penale o della Casa di reclusione. Ulteriori gap difficili da colmare per il professionista che svolge professione sanitaria in carcere riguardano la strumentazione che ha a disposizione. Un esempio \u00e8 dato dagli odontoiatri che spesso devono operare senza strumenti conformi al loro lavoro e si vedono costretti ad usare ci\u00f2 che possono, adattandolo ai bisogni dei loro pazienti.<\/p>\n<p>Lo stesso psicologo non ha a disposizione un luogo specifico in cui poter creare il setting pi\u00f9 adeguato ad una consulenza. Il pianeta carcere \u00e8 un vero e proprio mondo a parte, in cui ogni prospettiva di vicinanza a quella che definiamo la realt\u00e0 \u00e8 completamente stravolta. La popolazione detenuta, definita pi\u00f9 volte durante il convegno una popolazione fluida, \u00e8 formata da persone di diverse etnie, et\u00e0, cultura e storie, legate dalla coercizione e dalla condivisione di spazi minimi in cui confrontarsi, il pi\u00f9 delle volte attraverso lo scontro. Il medico, l\u2019infermiere, lo psicologo sono le figure in cui, a seguito di resistenze notevoli, il detenuto investe di pi\u00f9 e da cui si aspetta di pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Relazione d&#8217;aiuto in carcere<\/h2>\n<p>Le aspettative del detenuto non ricadono solo su di s\u00e9 ma anche sul professionista che spesso si ritrova costretto a non poter portare a termine le promesse fatte, a causa della mancanza di fondi o di personale; un vaccino richiesto non erogato, un colloquio negato, sono alcuni degli esempi che potrebbero portare il detenuto a rompere l\u2019alleanza terapeutica creata con fatica dal professionista. Un dato significativo rispetto la sanit\u00e0 in carcere ci racconta di persone non informate sulle loro patologie, n\u00e9 fisiche n\u00e9 psicologiche e che rifiutano le cure con l\u2019idea di non avere bisogno di nulla o che curarsi non valga la pena. Pazienti detenuti diabetici che non curano la loro alimentazione poich\u00e9 non trovano una motivazione o poich\u00e9 non sono informati dei rischi, pazienti con patologie legate all\u2019uso di sostanze o che usano psicofarmaci per problematiche che potrebbero essere affrontare attraverso una terapia con uno <a href=\"http:\/\/www.valeriasaladino.it\/le-radici-della-psicoterapia\/\">psicoterapeuta<\/a>. Tutti questi aspetti non sono da sottovalutare, poich\u00e9 la popolazione detenuta reinserita nella societ\u00e0, se non attenzionata e non curata nel fisico e nel corpo, rischia di ricadere e di peggiorare la propria condizione di mancata cura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Rischio suicidario e autolesionismo <\/strong><\/h2>\n<p>Il rischio di suicidio in carcere \u00e8 cinque volte maggiore rispetto alla popolazione generale e per i minori reclusi \u00e8 notevolmente pi\u00f9 alto. Le donne riportano tassi pi\u00f9 alti di suicidi e di atti autolesivi, oltre che di psicopatologie, rispetto al sesso maschile. L\u2019autolesionismo e il suicidio tuttavia restano ancora oggi fenomeni sottovalutati poich\u00e9 interpretati come indice di strumentalizzazione da parte del detenuto o come modalit\u00e0 comunicativa culturale da parte degli stranieri. Un esempio \u00e8 l\u2019autolesionismo diffuso fra i minori migranti reclusi in carcere, i quali per fare delle richieste o per protestare usano cucirsi la bocca o farsi dei tagli sugli arti, a volte anche molto profondi. Questi comportamenti se sottovalutati possono sfociare in azioni ancora pi\u00f9 gravi e non controllabili.<\/p>\n<p>Solitamente il periodo di maggiore rischio suicidario per i detenuti \u00e8 la prima settimana e il primo mese di detenzione. Infatti l\u2019incarcerazione \u00e8 un vero e proprio trauma che produce uno stress neuro-endocrino. Provocarsi delle ferite ha il potere di produrre oppiodi endogeni, i quali permettono di ristabilire temporaneamente l\u2019equilibrio psicofisico. Per le ragioni esposte occuparsi di salute in carcere non \u00e8 un compito semplice. Inoltre non si pensa alla gestione del detenuto da un punto di vista sanitario come a un qualcosa che potrebbe favorire la sua riabilitazione. Dare la possibilit\u00e0 a un detenuto di stare fisicamente e psicologicamente bene e vedersi come parte della societ\u00e0 \u00e8 il primo passo verso un suo investimento verso la stessa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Uno sguardo al futuro<\/h2>\n<p>Un esempio \u00e8 stato portato dalla classe degli odontoiatri, i quali lamentano il fatto di non\u00a0 poter garantire protesi mobili ai pazienti reclusi, in quanto non vi \u00e8 la disponibilit\u00e0 per poter includere queste ultime fra i servizi erogati e che per motivi economici questi pazienti non possono usufruirne, per cui si nutrono senza denti e sviluppano tutta una serie di patologie legate alla digestione, inoltre il loro volto e il loro sguardo cambiano, poich\u00e9 il corpo, la mente e il benessere non sono cose slegate ma vanno educate in maniera propedeutica l\u2019una all\u2019altra e con la dovuta attenzione anche verso il recupero di coloro che sono reclusi, di coloro i quali hanno problematiche di <a href=\"http:\/\/www.valeriasaladino.it\/dipendenza-da-internet-intervista-su-live-social-radio-show\/\">dipendenza<\/a> e di chi cerca di cambiare se stesso, con uno sguardo al futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per info e consulenze <a href=\"http:\/\/www.valeriasaladino.it\/contatti\/\">contattami<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Agor\u00e0 Penitenziaria, XIX Congresso Nazionale Simspe-onlus 4-5 Ottobre 2018, Hotel dei Congressi, Roma &nbsp; Sanit\u00e0 e benessere, realt\u00e0 possibili in carcere? 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